Mangiare bene per cambiare il nostro futuro

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Image by classlife.it

Sono un adoratore della cucina sana. Si. E’ vero. Ma con questo non voglio però dire che non amo la cucina “saporita”. Sono sempre stato dell’idea che cucinare bene , conoscendo gli ingredienti, possa portare a pietanze assolutamente gustose contenenti il giusto apporto di nutrienti. Mangiare non significa “fare il pieno di calorie” per affrontare la giornata. Mangiare significa donare al nostro organismo ciò di cui necessita per stare in forma in quel preciso istante e, soprattutto , per il futuro. Vi riporto un articolo molto veloce da leggere ma assolutamente interessante tratto dal sito www.cucinasana.net che mostra quanto effettivamente sia importante nella nostra vita una sorta di “riprogrammazione alimentare” scegliendo prodotti giusti e sostanze giuste.

“La riprogrammazione alimentare per cambiare il nostro futuro”

Se c’è qualcosa che non manca in questo momento storico è la quantità di informazioni.
Per chi opera nell’ambito della prevenzione delle malattie, nel mantenimento del benessere individuale, nell’ottimizzazione delle risorse individuali, nulla è forse più importante di un aggiornamento costante degli studi e delle pubblicazioni scientifiche.
Eppure ancora lunga sempre essere la strada per arrivare ad una consapevolezza collettiva che permetta al massimo numero possibile di individui di impadronirsi delle conoscenze minime per mantenere un elevato livello di salute e benessere.
 
Capita spesso di entrare in un supermercato e osservare la gente che riempie il carrello più o meno a casa di merendine, tortine e/o prodotti confezionati pronti (tanto pratici per riempire lo stomaco nel momento in cui, magari con poco tempo a disposizione, non si sa cosa mettere in bocca).
Ma è proprio questo il punto: perchè nessuno ci spiega che la quinoa contiene lisina che può prevenire un herpes in modo efficace e ridurre l’assunzione dell’onnipresente frumento (che contenendo glutine invece favorisce l’aumento di episodi infiammatori di herpes simplex?).
Perchè non ci spiegano che se assumessimo una porzione di legumi al giorno in sostituzione del pane o della pasta potremmo ridurre significativamente l’incidenza dei tumori al colon (che secondo il WCRF rimane a tutt’oggi il secondo tumore più diffuso al mondo dopo il tumore al polmone?).
Riprogrammare l’alimentazione per ridurre al massimo l’eventualità che la predisposizione diventi malattia: questo dovremmo puntare ad ottenere attraverso uno stile di vita responsabile che includa anche un’alimentazione intelligente.
 
Ingerire cibo non significa solo “fare il pieno di calorie” come qualcuno si ostina ad affermare, ma semmai inviare segnali al cervello tramite la produzione di adipochine che dicono all’intero sistema endocrino cosa fare, ridurre l’infiammazione in tutto il corpo per impedire che si crei un terreno ideali per lo sviluppo di malattie a decorso letale (tumori, ictus e infarto in primis), nonché fornire “informazioni” a tutte le cellule del nostro corpo.
Si tratta di cambiare totalmente la visione che fino ad oggi è stata data dagli “esperti del settore alla nutrizione.
 
Pensare al corpo umano non come ad una macchina che deve bruciare 100 se introita 100, ma ad un “sistema integrato” che riceve segnali e informazioni da molte fonti: i rumori, la luce, gli alimenti che ingeriamo, lo stress che sopportiamo, come pensiamo e viviamo un evento che ci coinvolge e trascina in una nuova esperienza e molto altro ancora…
Si pensi all’azione drammatica che lo sbilanciamento tra omega 3 (antiinfiammatori) e omega 6 (proinfiammatori) produce sull’intero organismo, e poi si provi a riflettere un istante su quante fonti dei primi e dei secondo ingeriamo in una giornata. Il rapporto sbilanciato tra i due è ampiamente dimostrato produrre effetti deleteri eppure negli Stati Uniti le proporzioni non sembra stiano cambiando! E in futuro di questo passo anche in Europa finiremo con l’avere un problema analogo!
 
E’ stato calcolato per esempio che 15 grammi al giorno di grassi insaturi omega 3 potrebbero produrre un’azione antiinfiammatoria molto vicina a quella di alcuni farmaci molto potenti. Si tratta di un dosaggio molto alto che richiede ovviamente una supervisione medica, ma che dà un’idea approssimativa delle potenzialità straordinarie di alcune sostanze naturali alla portata di tutti.
Che dire poi della relazione tra il consumo di spezie e l’ incidenza dei tumori? In india l’incidenza di tumori è tra due e dieci volte inferiore rispetto all’Europa e all’America, mentre la Grecia che consuma una quantità di rosmarino e timo elevatissima vede una incidenze di cardiopatie bassissima. Nelle zone della Spagna infine, tanto per citare un altro esempio, nelle quali si consumano elevate concentrazioni di zafferano, i livelli medi di colesterolo LDL sono particolarmente bassi.
L’impiego abituale di menta, timo, origano, prezzemolo, aglio, sedano, basilico e rosmarino riduce chiaramente l’angiogenesi (cioè inibisce la crescita di nuovi vasi sanguigni ai tumori, un processo essenziale nella crescita dei tumori).
 
La oramai ben nota curcuma, soprattutto se associata al pepe nero, è in grado di prevenire in modo marcato lo sviluppo della malattia di Alzheimer, mentre bevendo quantità elevate di tè (soprattutto verde) nel corso di trattamenti radioterapici, è stato osservato un marcato incremento delle cellule tumorali sensibili alla terapia. Un po’ come dire che potenzio l’azione del trattamento farmacologico se mangio le cose giuste!
Se consideriamo poi che ogni giorno perdiamo mediamente dai 20 ai 30 grammi di proteine in forma di aminoacidi (che il corpo impiega per mantenere i muscoli tonici), ci rendiamo subito conto di quanto importante sia alimentarsi in modo bilanciato per non perdere preziosa massa grassa (e magari ridurre anche l’incidenza dei tumori, che notoriamente sono particolarmente “golosi” di zucchero).
In quest’ultimo senso ricordiamo che secondo il dr. Coy, autore del noto libro “I cibi antiossidanti anticancro” sarebbe auspicabile non assumere più di un grammo al giorno di zuccheri per chilo corporeo).
Nonostante tutte queste informazioni e studi però, il consiglio generale che viene inviato ai cittadini dai mass media è quello di consumare significative quantità di carboidrati secondo i ben noti precetti della “dieta mediterranea”.
Ma come diceva Einstein: “E’ più facile distruggere un atomo che cambiare un’idea”

Vladimiro Colombi

Cosa c’è di difficile in tutto ciò? Veramente ben poco. Purtroppo siamo troppo presi dalla frenesia della vita che spesso trascuriamo noi stessi. Cerchiamo di non farlo e cerchiamo invece di dedicare più tempo a noi stessi.

Un libro che ho trovato molto interessante è “Healthy appetite” di Gordon Ramsey che ho già recensito in questo post. Il libro riporta ricette molto gustose con ingredienti assolutamente facili da reperire e , soprattutto, sani. Ma vi consiglio anche di dare un’occhiata “googlando” …troverete molti spunti interessanti.
Whykitchen

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