Il vademecum della Coldiretti per riconoscere i cibi OGM sugli scaffali

ogm

Gli OGM importati nel territorio dell’Unione Europea dovranno essere identificati con un codice che sarà trasmesso dagli operatori lungo tutta la catena alimentare e la loro presenza negli alimenti dovrà essere indicata in etichetta se superiore allo 0,9% (0,5% per quelli in corso di autorizzazione), mentre non è ammesso alcun margine per gli OGM non autorizzati.

La presenza di OGM – precisa la Coldiretti – deve essere indicata su tutti gli alimenti venduti preconfezionati e sfusi e in particolare ingredienti, additivi e atomi prodotti a partire da Ogm sono assoggettati all’obbligo di etichettatura OGM che vale anche nelle ipotesi in cui non siano rilevabili tracce di proteine/DNA geneticamente modificato.

Il vademecum della Coldiretti per riconoscere i cibi biotech sugli scaffali:
1) La presenza di OGM deve essere indicata su tutti gli alimenti venduti preconfezionati e sfusi e in particolare, tutti gli ingredienti e additivi prodotti a partire da OGM, sono assoggettati all’obbligo di etichettatura OGM che vale anche nelle ipotesi in cui non siano rilevabili tracce di proteine/DNA geneticamente modificato (esempio prodotti raffinati come olio di semi OGM);
2) Per gli alimenti preconfezionati senza lista degli ingredienti l’indicazione relativa all’origine OGM deve apparire sull’etichetta attraverso la menzione “geneticamente modificato” o “prodotto da (nome dell’ingrediente) geneticamente modificato” (Esempio: “mais geneticamente modificato” in preparati per polenta);
3) Per gli alimenti preconfezionati con elenco degli ingredienti l’indicazione dell’ingrediente deve essere completata dall’informazione sull’origine OGM (Esempio: “sciroppo di glucosio prodotto da mais geneticamente modificato”);
4) Per gli alimenti venduti sfusi o imballati in confezioni di superficie inferiore a 10 cm2 l’informazione relativa all’origine OGM dovrà essere resa evidente sull’espositore o sull’imballaggio: (Esempio: “pane con farina di soia prodotta da soia geneticamente modificata”). Il prodotto contenente o costituito da un “OGM” (esempio germogli di soia geneticamente modificati in vendita al reparto verdure o contenuti in un’insalata) deve venire presentato con indicazione apposita (Esempio: “questo prodotto contiene soia geneticamente modificata”).

 

Via: Coldiretti.it

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